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lunedì 12 marzo 2018
BISOGNOSI D'AMORE
giovedì 8 marzo 2018
LE DONNE NEL VANGELO
Oggi, 8 marzo, voglio fare un pubblico elogio alle donne. Non alle donne genericamente intese, il che puo' avere un sapore di vecchio femminismo, ma alla DONNA cosi' come il Vangelo la rappresenta e la celebra. L'unica persona che viene subito dopo Gesu', per importanza, e' Maria. Perfino gli apostoli le sono sottoposti. La prima persona che incontra il Risorto e' una donna, Maria Maddalena, che viene investita dall'incredulita' dei dodici prescelti. Una donna, che soffriva di continue emorragie, si protende fino a toccare la veste di Gesu' perche' e' sicura che questo gesto di profonda fiducia e devozione la fara' guarire. Una donna bacia i piedi di Gesu' , li bagna con le sue lacrime e li asciuga con i suoi capelli, e a causa di questi gesti cosi' pieni d'amore Egli le condona tutti i suoi numerosi peccati. Una donna, la giovane Maria, sorella di Marta, ascolta incantata le parole di Gesu' e non riesce piu' a staccarsi da Lui. Nel Vangelo le donne capiscono subito la grandezza del Maestro mentre gli uomini, compresi gli apostoli, stentano molto a comprendere la Sua divina identita' e la Sua potenza. E voglio fare inoltre una mia considerazione personale. Quando vado in chiesa, tre quarti dell'assemblea e' composta da donne. La maggior parte delle persone che seguono assiduamente cio' che scrivo nel mio profilo facebook o nelle mie sei pagine di argomento religioso, sono donne. Grazie dunque a voi tutte. Gesu' si domando' se al Suo ritorno avrebbe trovato ancora la Fede, sulla Terra. Io sento di poter rispondere: "Si', finche' vi saranno donne a custodirla."
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
martedì 6 marzo 2018
UN GIOCO PERICOLOSO
Spesso i giovani, ma soprattutto gli adolescenti, trovano divertente organizzare una seduta spiritica. Cosi', per passare allegramente una serata. Il piu' delle volte il tutto si risolve tra scherzi, battute e risate. Qualche volta invece le conseguenze di una simile bravata si fanno sentire e...vedere. Ci sono giovani che dopo una seduta medianica o altre pratiche spiritistiche (come il famigerato bicchiere che si muove tra le lettere dell'alfabeto) si sono ritrovati vittime di una possessione diabolica e ci sono voluti anni di esorcismi per liberarli! Padre Gabriele Amorth metteva continuamente in guardia i giovani dal praticare ogni forma di occultismo. Spesso gli adolescenti si illudono di evocare le anime di personaggi famosi, storici, stimolati dalla curiosita' di fare due chiacchiere con Garibaldi o con il loro cantante rock preferito che non c'e' piu'. Vorrei dire una cosa a chi si avventura in una esperienza cosi' insana. Non esiste nessuna possibilita' di evocare l'anima di un defunto. Dio non consentirebbe a nessuna anima, soprattutto se si trova in Paradiso, di tornare sulla Terra per allietare la serata di un gruppo di persone che non hanno niente di meglio da fare. Piuttosto, se qualche presenza riesce ad essere evocata, si tratta senz'altro di spiriti maligni, di entita' soprannaturali che provengono dalla dimensione dell'occulto, del demoniaco, le quali possono provocare danni talvolta irreversibili a coloro che le hanno "chiamate".
Ragazzi, divertitevi in modo piu' sano!Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
mercoledì 21 febbraio 2018
NON ESISTONO VERI ATEI
Pensate che esista davvero qualcuno che non crede in Dio? Per citare solo alcuni nomi famosi, il cantautore Fabrizio De Andre', non credente, ha pubblicato nel 1970 un disco intitolato "La Buona novella", traduzione italiana della parola "Vangelo" e ha chiamato il suo primo figlio Cristiano. Spesso inoltre, nei suoi concerti, parlava di Gesu', seppure identificandolo come rivoluzionario. Francesco Guccini, che in un'intervista si e' dichiarato agnostico, nella sua "Canzone dei dodici mesi" usa l'espressione "Cristo la tigre" per sottolineare la forza di Gesu', e nel 1978 ha pubblicato un brano dal titolo "Libera nos Domine" in cui chiede a Dio (solo simbolicamente?) di liberarci da tutti i mali della nostra societa'. Del 1967 e' il suo famoso brano "Dio e' morto", il quale, lungi dall'essere una canzone blasfema come il titolo lascerebbe immaginare, si concludeva addirittura con l'esclamazione: "Dio e' risorto". Il giornalista e scrittore Corrado Augias, ufficialmente ateo, ha dichiarato in diverse interviste di essere innamorato di Gesu', e lo ha dimostrato scrivendo alcuni libri che parlano di Lui. E, per concludere, l'attore e premio Nobel Dario Fo, ufficialmente e pervicacemente ateo, nel suo spettacolo "Mistero buffo" ha rappresentato, seppure a modo suo, diversi personaggi evangelici tra cui naturalmente Gesu' e Maria, e quest'ultima la rappresento' in una forma nemmeno tanto irrispettosa. Adriano Celentano, in un suo spettacolo televisivo del 1987 che vide appunto Dario Fo come ospite, disse al futuro premio Nobel: "Dario, tu credi in Dio" e l'attore replico' con un largo sorriso: "No, io sono profondamente ateo."
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
domenica 18 febbraio 2018
IL BRACCIO DI JAHVE'
Nel marzo del 2007, pochi giorni prima che il Signore entrasse visibilmente nella mia vita (10 aprile 2007), notai una stranissima nuvola in cielo che non potei fare a meno di fotografare. Una nuvola antropomorfa, dal curioso aspetto di un gigante che protende un braccio. Non avevo mai visto una cosa del genere. Molto tempo dopo, quando cominciai a leggere la Bibbia e incontrai le espressioni "il braccio di Jahve'" (Is.53, 1), "la potenza del Suo braccio" (Lc.51, 1), mi ricordai di quella strana nuvola che avevo visto. Quando poi mi ritrovai davanti agli occhi il capolavoro di Michelangelo "La creazione di Adamo", forse l'opera piu' famosa della Cappella Sistina, rimasi stupito nel raffrontare l'immagine della nuvola che mi era apparsa con quella di Dio Padre che protende il Suo braccio, come Michelangelo l'aveva raffigurato. Se non avessi vissuto in seguito l'esperienza che un giorno vi raccontero', avrei pensato che si fosse trattato solo di una coincidenza. Invece il Signore stava cominciando a rivelarsi per venire a cambiare la mia vita.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo e immagine della nuvola)
sabato 17 febbraio 2018
PIU' CONOSCO GLI UOMINI...
Conoscerete senz'altro (o magari l'avrete pronunciata voi stessi tante volte) la frase che dice: "Piu' conosco gli uomini, piu' amo gli animali." Nulla togliendo all'amore per gli animali, anch'essi creature di Dio, non dobbiamo pero' commettere un errore che ci allontanerebbe dal piu' fondamentale insegnamento di Gesu' Cristo. Gesu' non ci chiede di rivolgere il nostro amore lontano dagli uomini a causa delle loro cattiverie, ma ci insegna ad amare il prossimo come noi stessi, perche' anche noi siamo uomini, anche noi spesso cadiamo in errore e in tentazione. Ricordiamo inoltre che Dio si e' incarnato nel corpo di un uomo, non in quello di un animale, e che noi stessi siamo fatti a Sua immagine. Dunque disprezzare l'uomo, il capolavoro di Dio, disprezzando cosi' anche se stessi, e' gia' da considerare una bestemmia assai grave.
Copyright © Bruno Canale 2018
lunedì 12 febbraio 2018
DAVANTI A QUEL DOLORE
Immaginate di trovarvi adesso, realmente, fisicamente, davanti alla sofferenza immane di un uomo condannato al peggiore dei supplizi. Immaginate di vedere sua madre e altre persone che lo amano piangere ai suoi piedi. Immaginate di vedere e di sentire anche gli insulti e le risate di alcune persone che deridono quel povero condannato e lo provocano per aumentare ancora di piu' una sofferenza gia' cosi' grande. Adesso immaginate che qualcuno venga a dirvi che quell'uomo ha scelto di subire tutto questo per amore, anche per amore di voi che vi trovate per caso a passare di li' e vi siete fermati solo per curiosita'. Potreste a questo punto pensare tante cose riguardo a quell'uomo che sta morendo davanti ai vostri occhi, tra cui:
1) Che quell'uomo e' impostore e che per essere stato condannato avra' compiuto senz'altro qualcosa di riprovevole.
2) Che se davvero l'ha fatto per amore, il suo sacrificio e' stato spropositato e inutile.
3) Che quell'uomo e' semplicemente un pazzo.
4) Che non riuscite a capire perche' l'abbia fatto.
5) Che non esiste amore che meriti un simile sacrificio.
6) Che forse ci sono stati altri motivi che l'hanno condotto a quella morte straziante. Forse motivi politici.
7) Che vorreste saperne di piu' su costui e sul motivo che lo ha portato ad accettare un simile martirio.
8) Che non avete mai conosciuto un esempio di cosi' grande ed estrema abnegazione.
9) Che provate per quell'uomo ammirazione e riconoscenza.
10) Che non capite, e preferite non capire continuando a vivere come avete sempre vissuto finora.
Secondo voi che cosa pensa il mondo, oggi, del sacrificio di Cristo?
1) Che quell'uomo e' impostore e che per essere stato condannato avra' compiuto senz'altro qualcosa di riprovevole.
2) Che se davvero l'ha fatto per amore, il suo sacrificio e' stato spropositato e inutile.
3) Che quell'uomo e' semplicemente un pazzo.
4) Che non riuscite a capire perche' l'abbia fatto.
5) Che non esiste amore che meriti un simile sacrificio.
6) Che forse ci sono stati altri motivi che l'hanno condotto a quella morte straziante. Forse motivi politici.
7) Che vorreste saperne di piu' su costui e sul motivo che lo ha portato ad accettare un simile martirio.
8) Che non avete mai conosciuto un esempio di cosi' grande ed estrema abnegazione.
9) Che provate per quell'uomo ammirazione e riconoscenza.
10) Che non capite, e preferite non capire continuando a vivere come avete sempre vissuto finora.
Secondo voi che cosa pensa il mondo, oggi, del sacrificio di Cristo?
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
martedì 6 febbraio 2018
DIO E' QUALCUNO, NON QUALCOSA
Dio non e' un'astrazione, non e' qualcosa che si presti a libere interpretazioni personali, una specie di terra di nessuno in cui ognuno coltiva una fede fai da te. Egli si presento' agli uomini con un nome ben preciso: JAHVE'. Non e' una generica "energia universale", come spesso ho sentito dire da persone che si trovano divise tra fede, agnosticismo e ateismo. Egli ha una volonta' e un'identita' ben precise. "IO SONO COLUI CHE ESISTE", questo significa JAHVE'. Avete mai sentito un'energia impersonale che si esprima in questi termini? I pittori del passato lo hanno spesso ritratto come un vecchio con la barba. Certo non e' vecchio e non ha la barba, ma quelle raffigurazioni pittoriche servono a far comprendere che Dio e' "QUALCUNO", non "QUALCOSA".
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
lunedì 5 febbraio 2018
UNA FAMIGLIA DI SANTI
Questa sera, davanti alle reliquie dei Santi Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux, ho pregato per tutti voi e per il bene di ogni famiglia. La famiglia non e' soltanto il frutto di un accordo, di un incontro, di un vincolo legale. La famiglia e' la miracolosa creazione che Dio ha posto a base dell'intera storia umana. Egli stesso, nel momento in cui si e' incarnato, e' entrato a far parte di una famiglia. Ogni famiglia dovrebbe profumare di Santita'.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo e prima immagine sotto il titolo)
domenica 4 febbraio 2018
IL SANTO DONO DELL' EUCARISTIA
Spesso, quando mi metto in fila per ricevere il Santo dono dell'Eucaristia, sento persone, anch'esse in fila come me, che chiacchierano tra di loro del piu' e del meno o che ridono. In genere si tratta di ragazzi, i quali probabilmente non hanno ancora acquisito la giusta consapevolezza dell'importanza di questo Sacramento. Quando ero ragazzo e non ero credente non andavo mai in chiesa, se non da turista, e non facevo la Comunione perche' lo ritenevo un rito come tutti gli altri. Oggi conosco il valore dell'Eucaristia e so che nell'Ostia consacrata e' realmente presente il Corpo di Cristo. Se pensassi che si tratta solo di un rito simbolico, e che quando mi metto in fila sto andando a ricevere tra le mie labbra soltanto un pezzetto d'ostia, non farei mai la Comunione. Nessuno mi ha convinto a parole dell'importanza di questo Sacramento. Soltanto una persona e' riuscita a condurmi in chiesa per accogliere materialmente e spiritualmente il Suo Corpo. Soltanto una persona.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
lunedì 29 gennaio 2018
LE FOTO DI UN PRODIGIO
Le foto che vedete qui sono la testimonianza di un prodigio a cui assistei il 10 maggio del 2017. Queste foto sono gia' state pubblicate in un famoso social-network, e il testo che le accompagnava e' lo stesso che qui ripubblico.
"Qualche giorno fa, mentre camminavo per strada, ho sentito improvvisamente l'impulso di fermarmi e di fotografare con il cellulare un gruppo di nuvole. Li' per li' non mi spiegavo il perche' l'avessi fatto. Riguardando la foto sullo schermo del cellulare non notavo nulla di strano, nulla di particolare che meritasse di essere fotografato. Ero quasi sul punto di cancellare la foto ma poi ho preferito conservarla. Tornato a casa ho guardato di nuovo e con piu' attenzione l'immagine e ho notato, nel gruppo di nuvole in alto a sinistra (immagine n.1) qualcosa che mi ha colpito: la forma di una colomba (immagine n.2). Suggestione? Guardatela anche voi e confrontatela con l'immagine di una colomba vera (immagine n.3). Siamo nel Tempo di Pasqua che si concludera' con la Pentecoste, ovvero la discesa dello Spirito Santo che, come tutti sappiamo, nel Vangelo si presenta nella forma di una colomba. Certo le nuvole possono assumere le forme piu' svariate, ma sappiamo anche che il Signore ci da' continuamente segni della Sua presenza. Basta guardare."
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| Immagine n.1 |
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| Immagine n.2 |
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| Immagine n.3 |
Copyright © Bruno Canale 2017-2018 (Testo e immagini n.1 e n.2)
martedì 23 gennaio 2018
UN PERPETUO SACRIFICIO D'AMORE
Guardate un'immagine del Crocifisso. Osservatela bene, attentamente, non fate scivolare via lo sguardo da qualcosa che gia' conoscete e che per questo non vi sembra cosi' interessante. Osservatela con attenzione, intensamente. E poi domandatevi se avete mai conosciuto qualcuno che avrebbe il coraggio di fare cosi' tanto per voi. Ci sono uomini che hanno dato la vita per un ideale, per la patria, per un mondo migliore. Ma soltanto un uomo ha dato la propria vita per ogni singola persona umana. E questo sacrificio non si e' esaurito nel giorno in cui avvenne. Esso si ripete ogni giorno affinche' nessuno sia escluso da un dono cosi' prezioso. Perche' il sangue di quest'uomo non appartiene alla storia, ma appartiene alla vita di ognuno di noi.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
lunedì 22 gennaio 2018
L'ANIMA DI UN CRISTIANO
Dopo un disastro aereo le anime di quattro uomini, vittime del tragico evento, attraversarono insieme un tunnel di luce abbagliante e dopo un lungo cammino si ritrovarono insieme al cospetto di Nostro Signore Gesù Cristo. Il primo uomo, un musulmano, domandò: “Dov’è il profeta?” “Di quale profeta parli?” chiese Gesù. “Tu sei Gesù Cristo, il penultimo profeta prima di Maometto. Ma dov’è lui, l’ultimo profeta?”. Gesù non rispose nulla e lo guardò con occhi pieni di amore. Il secondo uomo, un ebreo, si fece avanti domandando: “Dov’è Mosé, la nostra guida, e dov’è Aronne, suo fratello?”. Anche stavolta Gesù non disse nulla e lo guardò con uno sguardo dolce e pieno di Misericordia. Rapito da quello sguardo, l’uomo andò ad inginocchiarsi davanti al Messia. Dopo un po’ anche il musulmano lo raggiunse e si inginocchiò accanto a lui. Il terzo uomo, un buddista, si guardò intorno quasi accecato da tanto bagliore, poi disse: “Dov’è Budda? Egli è stato il mio maestro quando ero sulla Terra. Mi ha insegnato tante cose e tanta ineguagliabile saggezza ho trovato nelle sue parole.” Gesù lo fissò allo stesso modo con cui aveva accolto nel Suo Cuore gli altri due uomini. Anche il terzo dunque, non trovando altra luce e altra Verità che in quella sfolgorante ed ineffabile figura che gli stava davanti, andò commosso e grato ad inginocchiarsi ai Suoi piedi vicino agli altri due.
Il quarto uomo, a differenza di loro, rimase fermo dov’era e non disse nulla. Non ebbe nemmeno il coraggio di avvicinarsi a Gesù e non fu capace di alzare lo sguardo verso la Sua Luce. Il Messia, dopo aver accarezzato le teste chinate dei tre che stavano ancora inginocchiati, sollevò lo sguardo verso quell’uomo: era uno sguardo pieno di severità. Quell’uomo era un cristiano. Fu fatto battezzare dai suoi genitori. Aveva conosciuto Gesù attraverso i precetti del Catechismo e aveva consacrato a Lui il proprio matrimonio. Qualche volta andava in chiesa eppure era sempre stato pieno di dubbi e spesso aveva bestemmiato contro il Suo Santo Nome. A un cenno di Gesù i tre uomini che erano stati felici di aver riconosciuto in Lui la Verità si alzarono in piedi e camminarono insieme entrando in una nuvola dorata e splendente fino a scomparire dalla vista. Il cristiano invece continuava a restare fermo. Per lui ci sarebbe voluto molto più tempo.
Questo breve apologo ha soltanto lo scopo di ricordare a noi cristiani di quale enorme responsabilità il Signore ci abbia caricato offrendoci il privilegio di essere testimoni e ambasciatori della Sua Parola. Ogni giorno noi dobbiamo fare di tutto per essere degni di questo privilegio.
Copyright ©Bruno Canale 2018 (Testo)
giovedì 18 gennaio 2018
COM'E' TRISTE UN CALENDARIO SENZA SANTI!
mercoledì 17 gennaio 2018
CI CREDONO PAZZI
Parliamo di vita eterna e di nuova luce quando abbiamo la morte in casa. Parliamo di amore quando camminiamo sulle sabbie mobili dell'odio. Parliamo di un regno fatto di pace, giustizia ed eterna armonia, ma questo regno non e' visibile neanche al microscopio. Ci credono pazzi. Non lo siamo. Siamo soltanto cristiani.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
martedì 16 gennaio 2018
A CHE COSA ASSOMIGLIA LA FEDE?
La Fede e' come la corsa gioiosa di un bambino in un prato; e' come il sole di un nuovo giorno che riscalda le speranze; e' come il silenzio di un amico che e' capace di ascoltarti per ore; e' come una coppia di sposi, giovani nel cuore, che festeggiano le nozze d'oro senza aver mai smesso di amarsi.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
venerdì 12 gennaio 2018
NON E' IL DIO DEI MORTI, MA DEI VIVENTI
Da quando ho cominciato a credere in Dio ho smesso di credere alla morte. La Fede disintegra la morte e la annienta rendendo false le sue apparenze terrene come se fossero il frutto di un’illusione ottica. Per coloro che credono in Dio la morte non esiste poiché tutto è vita, tutto è slancio di inesauribile amore, tutto è animato da soffio divino ed è rivestito di Luce Eterna.
“IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA.” (Gv.14,6)
“DIO NON E’ IL DIO DEI MORTI, MA DEI VIVENTI.” (Mt.22, 32)
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
sabato 6 gennaio 2018
TEMPO DI NATALE
Troppo spesso le tradizioni popolari hanno falsato l'autentico senso delle feste cristiane facendo perdere di vista il vero "oggetto" del festeggiamento. E cosi' il Natale ha ormai come protagonista un vecchio corpulento e rubizzo che guida una slitta volante trainata da renne, e l'Epifania (almeno da noi, in Italia) e' diventata la celebrazione del passaggio di una strega generosa e benevola che dispensa giocattoli e dolciumi ai bambini buoni e carbone a quelli meno meritevoli. Tutto si basa alla fine su una gratificazione materiale per grandi e piccoli: i doni sotto l'albero e le specialita' culinarie locali che imbandiscono le nostre tavole. Una patina edulcorata fatta di luci artificiali e sapori gastronomici si e' sovrapposta all'unica gioia possibile che fin dalle origini ha dato senso, corpo e sostanza alle celebrazioni del Tempo di Natale: la nascita di Nostro Signore Gesu' Cristo!
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
giovedì 4 gennaio 2018
SE LA VITA E' UN CALVARIO
Se è vero che la vita è un calvario abbiamo diverse possibilità di scelta. Possiamo essere noi a portare la croce; possiamo essere noi i carnefici; possiamo essere noi la folla che insulta la vittima; possiamo essere noi a provare compassione per colui che soffre e sentire il bisogno di soccorrerlo e consolarlo. Come ultima scelta, in alternativa a tutto questo, possiamo semplicemente stare a guardare lo spettacolo del dolore senza fare nulla.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
mercoledì 3 gennaio 2018
CONTRO L'INDIVIDUALISMO RELIGIOSO
Se amate il mare sarete felici di navigarci su, di nuotarci ed immergervi nelle sue acque, di poterne godere la magnifica visione da un promontorio, ma non penserete mai di poterne fare una cosa soltanto vostra. E così pure per il cielo azzurro o stellato, per le montagne maestose che vi tolgono il fiato. Pensereste mai di avere il possesso esclusivo di tutte queste meraviglie? E allora perché volete fare di Dio una cosa vostra? Egli è l’Onnipotente, il Creatore dell’universo, di fronte al quale bisogna solo invocare, inginocchiarsi o rimanere estasiati come al cospetto di una meraviglia del Creato. Tanto più davanti a Lui, che del Creato è l’Autore!
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
lunedì 1 gennaio 2018
RICOMINCIO DA CRISTO
Il Natale e' una festa religiosa; il Capodanno e' una festa civile. Eppure tra i festeggiamenti per il nuovo anno e la celebrazione della nascita di Cristo c'e' un forte e motivato legame. Oggi siamo nell'anno 2018 dalla Sua nascita. Con Lui tutto comincia e tutto finisce. Egli e' il punto e a capo. Con Lui nasce il tempo di una nuova umanita'. Nel nome di questo nuovo tempo ogni anno ricominciano e si rinnovano nella speranza le nostre vite.
Copyright © Bruno Canale 2018 (Testo)
sabato 30 dicembre 2017
CHI E' CAPACE DI NEGARE LA VERITA'?
Quando dico che Cristo e' la Verita' mi sento rispondere quasi sempre: "Questo lo dici tu, questa e' soltanto la tua verita'." Eppure non e' cosi'. Che Cristo sia la Verita' non l'ho detto io, l'ha detto proprio Lui. In nessun'altra religione c'e' mai stato qualcuno che abbia affermato con tanta forza, convinzione e autorita': "IO SONO VIA, VERITA' E VITA". Dunque non solo "Verita'" ma anche "Via e Vita". Questo non lo ha detto Maometto, non lo ha detto Mose', non lo ha detto Budda e nemmeno in tutti i 73 libri della Bibbia vi e' qualcun altro che abbia osato proclamare qualcosa di cosi' decisivo e solenne. Il problema che si pone oggi, in un tempo in cui si tende a negare l'assoluto per favorire una visione individualistica dell'esistenza, non e' quello di lasciare ad ognuno la liberta' di credere in cio' che vuole. Il problema, o meglio la sfida, e' riuscire a dimostrare che Gesu' ha torto nel dire quello che ha detto. Dunque chi nega che Gesu' Cristo sia la Verita' deve essere capace di attaccare frontalmente questa Verita' e deve essere capace di trovare degli argomenti che siano all'altezza di metterla in dubbio.
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
sabato 23 dicembre 2017
BUON NATALE!
Che la Luce della Pace e della Verita' illumini sempre i nostri cuori!
Buon Natale di Nostro Signore Gesu' Cristo a tutti voi e alle vostre famiglie.
Buon Natale
Merry Christmas
Feliz Navidad
Joyeux Noël
venerdì 22 dicembre 2017
LA LINEA RETTA E IL SEGMENTO
Per capire che tipo di rapporto intercorre tra noi e Dio potremmo ricorrere ad una piccola metafora geometrica. Tutti abbiamo imparato a scuola che la linea retta e' infinita. E tutti sappiamo che invece il segmento e' la parte di una retta delimitata da due punti. Ecco: il Signore e' come una linea retta, non ha inizio e non ha fine. Noi esseri umani invece siamo come i segmenti, parti di questa linea retta. Noi siamo in Dio e Dio e' in noi. Di questa linea infinita entrano a far parte le nostre esistenze e le nostre anime; in essa le nostre anime diventano parte di qualcosa che non ha inizio e non avra' mai fine.
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
giovedì 21 dicembre 2017
LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO E IL NUOVO GIURAMENTO DI IPPOCRATE
Riguardo alla legge sul Testamento biologico, approvata dal Senato il 14 dicembre u.s., preferirei non esprimere alcuna opinione personale in quanto otterrei solo l'effetto di infiammare ancor piu' le polemiche di queste ore. Vorrei pero' far notare che, oltre ad obbligare i medici ad accettare "obtorto collo" una nuova concezione dell'etica professionale, e cioe' far convivere il dovere di salvare una vita con quello di "sopprimere" una vita, c'e' una nuova esigenza che si presenta a coloro che hanno ratificato il famoso "Giuramento di Ippocrate", quel solenne giuramento (redatto in chiave moderna) che i medici sono tenuti a pronunciare prima di dare inizio alla propria attivita' professionale. Il suddetto giuramento, deliberato dal comitato centrale della "Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri" il 23 marzo 2007, elenca una serie di impegni che il futuro medico "giura" di rispettare, tra cui:
" Giuro di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale", e ancora: "Giuro di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona".
Dunque, in seguito alle novita' introdotte dalla legge che estende a tutti i cittadini la possibilita' di optare per un rifiuto del trattamento terapeutico in caso di gravi patologie, e che obbliga di fatto i medici ad uccidere un paziente su richiesta del medesimo o di un suo tutore, si rende necessario apportare delle modifiche anche al testo del famoso giuramento, mutando radicalmente la prospettiva deontologica e morale del medico, il quale sara' costretto ad impegnarsi solennemente sia a salvare la vita dei suoi pazienti, sia a sopprimerla.
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
domenica 17 dicembre 2017
UN RICORDO DI MIO PADRE
Voglio scrivere un piccolo ricordo del mio papa' che e' volato in Cielo il 23 novembre scorso.
Avevo sette anni, eravamo in villeggiatura e stavo imparando ad andare in bicicletta. Usavo una piccola bicicletta, un modello che si chiamava "Graziella". Per i bambini che ancora non sapevano andare sulle due ruote venivano aggiunte due rotelle laterali. Mio padre penso' che fosse venuto il momento di fare a meno di quel supporto. Io avevo paura di cadere, ma lui con tanta pazienza mi seguiva tenendo con la mano la parte posteriore della bici. Mi allenavo nel pomeriggio, non lontano dalla casa della villeggiatura, in un vialetto che si allungava fino alla sommita' di una collina verdeggiante. Spesso gridavo spaventato perche' pensavo di essere sul punto di cadere e lo scongiuravo di non lasciarmi. Lui mi rassicurava: "Pedala, non preoccuparti, continua a pedalare che ce la fai!" Un pomeriggio, dopo tante prove, sentii di essere piu' pronto e deciso del solito. Mio padre come sempre si chino' e prese la parte posteriore della bici per sostenermi, e io cominciai a pedalare. Ad un certo punto, a meta' del vialetto, quando la collina di fronte a noi sembrava ancora piu' vicina, cominciai a pedalare con piu' energia e dissi a mio padre:"Puoi lasciare papa', si' adesso puoi lasciare, vado da solo!" Non avendo sentito alcuna risposta da parte sua, mi voltai appena. Mi aveva gia' lasciato da un pezzo. Ero felicissimo! Avevo finalmente imparato ad andare in bicicletta. Oggi, dopo tanti anni da quel giorno indimenticabile, oggi che lui non e' piu' con me, gli dico sempre, quando ho paura di cadere: "Non lasciarmi papa', ti prego, non lasciarmi mai!"
Avevo sette anni, eravamo in villeggiatura e stavo imparando ad andare in bicicletta. Usavo una piccola bicicletta, un modello che si chiamava "Graziella". Per i bambini che ancora non sapevano andare sulle due ruote venivano aggiunte due rotelle laterali. Mio padre penso' che fosse venuto il momento di fare a meno di quel supporto. Io avevo paura di cadere, ma lui con tanta pazienza mi seguiva tenendo con la mano la parte posteriore della bici. Mi allenavo nel pomeriggio, non lontano dalla casa della villeggiatura, in un vialetto che si allungava fino alla sommita' di una collina verdeggiante. Spesso gridavo spaventato perche' pensavo di essere sul punto di cadere e lo scongiuravo di non lasciarmi. Lui mi rassicurava: "Pedala, non preoccuparti, continua a pedalare che ce la fai!" Un pomeriggio, dopo tante prove, sentii di essere piu' pronto e deciso del solito. Mio padre come sempre si chino' e prese la parte posteriore della bici per sostenermi, e io cominciai a pedalare. Ad un certo punto, a meta' del vialetto, quando la collina di fronte a noi sembrava ancora piu' vicina, cominciai a pedalare con piu' energia e dissi a mio padre:"Puoi lasciare papa', si' adesso puoi lasciare, vado da solo!" Non avendo sentito alcuna risposta da parte sua, mi voltai appena. Mi aveva gia' lasciato da un pezzo. Ero felicissimo! Avevo finalmente imparato ad andare in bicicletta. Oggi, dopo tanti anni da quel giorno indimenticabile, oggi che lui non e' piu' con me, gli dico sempre, quando ho paura di cadere: "Non lasciarmi papa', ti prego, non lasciarmi mai!"
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
mercoledì 13 dicembre 2017
QUANTO FA MALE IL CROCIFISSO?
Periodicamente, e quasi sempre nel periodo prenatalizio, riemerge la questione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici. Il tormentone e’ che “l’Italia e’ uno Stato laico", dunque non sono graditi simboli religiosi nelle scuole, negli uffici e in ogni altro luogo che non sia di culto. A dire il vero le motivazioni ostative all’esposizione del Crocifisso in realta’ sono due, che appaiono palesemente in contrasto tra loro. La prima e’ appunto la gia’ citata scusa dello Stato laico. La seconda, invece, e’ che data la sempre piu’ massiccia presenza di bambini provenienti da famiglie di religione diversa da quella cristiana, non bisogna urtare e ferire la sensibilita’ di coloro che appunto nel Crocifisso vedrebbero un’offesa alla propria cultura e alla propria religione. Dunque dobbiamo preoccuparci della laicita’ dello Stato o di coloro che non sono cristiani? Precisiamo innanzitutto che Stato laico non vuol dire Stato che fa a meno della religione e dei suoi simboli; vuol dire semplicemente Stato non governato da autorita’ religiose ma da autorita’ laiche, civili, dunque uno Stato, come sancisce la nostra Costituzione, che garantisce la liberta’ di culto sia in pubblico che in privato (art. 19). Capito? In pubblico vuol dire che nessuno puo’ vietarmi di esporre il Crocifisso nel mio negozio, sulla parete della stanza nel mio ufficio o nell’aula in cui insegno. Precisato questo, vorrei far notare a coloro che si scandalizzano per la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche che il Crocifisso e’ invece l’elemento piu’ innocuo che possiamo trovare nel luogo in cui vengono educate ed istruite le nuove generazioni, e che la laicita’ o neutralita’ dello Stato va salvaguardata in tutti i suoi aspetti, non solo in quello religioso. Siamo sicuri, per esempio, che gli insegnanti siano sempre cosi’ imparziali durante le loro lezioni? Ricordo che quando ero in seconda media (oggi si chiama scuola secondaria di primo grado) una insegnante di dichiarata fede e cultura comunista ci costrinse a studiare il “Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels, che certamente non era compreso nei programmi ministeriali. E’ un po’ come se un insegnante di destra ci avesse costretto a studiare il “Mein Kampf” di Hitler. Erano gli anni ‘70, anni di fuoco, ed evidentemente anche la cattedra di un insegnante poteva essere considerata un palco da comizio o una trincea. Secondo voi, inculcare nelle menti di ragazzini di dodici anni i principi fondanti del comunismo collimava perfettamente con le regole di uno Stato laico che deve offrire una formazione completa e nello stesso tempo neutrale ai propri giovani cittadini? Pur senza arrivare a simili eccessi ideologici, sono convinto che la neutralita’ e l’obiettivita’ dell’insegnamento di molti docenti vada messa in discussione ancora oggi. Inoltre, come ho gia’ precisato, il Crocifisso non mi sembra davvero l’ elemento piu’ scioccante in un’aula scolastica. Scioccanti sono gli episodi di bullismo tra ragazzi e scioccante e’ l’incapacita’ di chi dovrebbe gestirli e reprimerli. Non e’ che voglio allargare troppo il discorso, ma e’ che ancora oggi la storia del Crocifisso nei luoghi pubblici mi sembra assurda e pretestuosa. Un modo come un altro per bendare gli occhi della collettivita’ su ben altri scandali e storture che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. A proposito, in tema di laicita’, spero che i nemici del Crocifisso si ricordino anche di ingaggiare la giusta lotta contro l’esposizione del calendario nei luoghi pubblici. Il calendario, per chi non se ne fosse accorto, rappresenta un altro “nefasto” simbolo cristiano. Oggi siamo infatti nell’anno 2017 dalla nascita di Cristo. Che inaudito scandalo!!
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
lunedì 11 dicembre 2017
STATO LAICO E SIMBOLI RELIGIOSI
Il Crocifisso e' il simbolo del dono d'amore che Dio ha fatto agli uomini, e il Presepe fu inventato da un santo, San Francesco d'Assisi, che consacro' se stesso a questo Amore.
Vorrei ricordare a tutti, docenti e presidi compresi, che la Costituzione Italiana sancisce la liberta' di culto (art.19). Per questo motivo, chiunque proibisca l'esposizione del Crocifisso o del Presepe in un luogo pubblico, oltre a non avere nessun supporto legale per la sua decisione arbitraria, commette un atto di repressione della liberta' religiosa. In Italia non esiste alcuna legge che proibisca l'esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici. Ricordatelo a tutti coloro (colleghi di lavoro, superiori o altri) che vi costringeranno a togliere il Crocifisso dalla parete. Ricordategli che questa probizione e' soltanto un abuso, un atto repressivo nei confronti della vostra liberta' di culto. La laicita' dello Stato si vede dal rispetto di tutti i simboli religiosi, non dall'eliminazione di alcuni di essi.
Vorrei ricordare a tutti, docenti e presidi compresi, che la Costituzione Italiana sancisce la liberta' di culto (art.19). Per questo motivo, chiunque proibisca l'esposizione del Crocifisso o del Presepe in un luogo pubblico, oltre a non avere nessun supporto legale per la sua decisione arbitraria, commette un atto di repressione della liberta' religiosa. In Italia non esiste alcuna legge che proibisca l'esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici. Ricordatelo a tutti coloro (colleghi di lavoro, superiori o altri) che vi costringeranno a togliere il Crocifisso dalla parete. Ricordategli che questa probizione e' soltanto un abuso, un atto repressivo nei confronti della vostra liberta' di culto. La laicita' dello Stato si vede dal rispetto di tutti i simboli religiosi, non dall'eliminazione di alcuni di essi.
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
venerdì 8 dicembre 2017
IL PRESEPIO
Amate quella donna, cosi' umile nel suo abbraccio;
Amate quell'uomo, cosi' casto e obbediente;
Amate quegli animali, che scaldano col loro fiato il Sole nascente;
Amate quel Bambino, nostra nuova speranza;
Amate quella stalla, da cui nasce una nuova umanita'.
Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)
sabato 2 dicembre 2017
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