Translate

lunedì 10 luglio 2017

C'ERA UNA CASA IN CUI SI SVOLGEVA UNA FESTA...

C'era una casa in cui si svolgeva una festa. Gli invitati erano tanti, e tutti avevano voglia di divertirsi e di fare bella figura sfoggiando abiti eleganti e vantandosi dei loro successi personali. Ad un certo punto i padroni di casa si accorsero che tra i partecipanti vi erano diversi accattoni che indossavano abiti laceri e maleodoranti, i quali guardavano sospirando verso il ricco buffet in attesa che qualcuno gli desse il permesso di servirsi. I padroni di casa si domandarono come avessero fatto quei pezzenti ad entrare, e li invitarono senza troppa gentilezza ad uscire poiche' temevano che potessero compromettere il buon andamento della festa. Cacciati i mendicanti, i padroni si accorsero con sorpresa e fastidio di altre presenze moleste che arrecavano disturbo all'allegra compagnia. Un gruppo di anziani malati, che facevano pena e ribrezzo al solo vederli, al punto da sembrare gia' morti. I padroni chiesero ai camerieri di accompagnarli fuori, e di richiudere la porta solo quando fossero sicuri che anche l'ultimo anziano era stato allontanato. Cacciati anche gli anziani malati, i padroni si dedicarono di nuovo agli invitati prestigiosi per fare gli onori di casa, chiedendo loro scusa per l'inconveniente. Quando la festa era al culmine del frastuono e delle gioiose danze, ecco che i padroni si accorsero di una terza sorpresa: un gruppo di infermi, paralitici, storpi, dai volti pallidi e con gli occhi scavati, con pigiami e stampelle, che sembravano giunti direttamente da una corsia di ospedale. Tra loro c'erano ragazzi, bambini, giovani, tanti volti che esprimevano sofferenza e allo stesso tempo imbarazzo di trovarsi li' a disturbare quella bella festa con la loro presenza. Anche stavolta i padroni di casa, per non compromettere il buon esito della serata, fecero uscire uno per uno tutti gli infermi, e quando anche l'ultimo di loro si trovo' fuori e ando' a raggiungere gli altri tenendosi faticosamente sulle stampelle, la porta venne sbattuta con rabbia. Il gruppo di infelici si ritrovo' cosi' fuori dalla casa, nel freddo e nel buio della notte, mentre giungevano a loro i suoni le risate e il chiasso della festa. Essi si guardarono in faccia l'un l'altro senza saper che fare e dove andare. All'improvviso, una grande luce illumino' il cielo e si poso' su di loro avvolgendoli col suo calore. Dopo un poco, i reietti della festa si ritrovarono in un salone immenso e illuminato a giorno, pieno di mobili pregiati, di specchi lucidi dalle cornici brillanti e arazzi meravigliosi che decoravano le maestose e altissime pareti. Nel mezzo faceva bella mostra di se' una mensa riccamente imbandita. Una voce dolce e ferma disse: "Benvenuti nella mia casa. Vi ho aspettato a lungo e finalmente mi onorate della vostra presenza." Il gruppo di infelici si domando' chi fosse a parlare, ma i loro occhi erano abbagliati da tutto il bello che li circondava. I poveri accattoni guardarono verso la mensa imbandita, e aspettavano un "Si'" per potervisi accostare. La voce disse: "Andate figli miei, siate i benvenuti alla mia mensa. Tutto quello che vedete vi appartiene." I poveri mangiarono fino a saziarsi. Gli altri, gli anziani e i malati, rimasero fermi. "E voi non andate?" disse la voce. Un malato sulle stampelle si fece avanti e disse: "Noi, gentile signore, non abbiamo fame. Noi vorremmo qualcos'altro. Una nuova vita. Una vita senza dolore e senza malattia." Subito i loro corpi vennero risanati da ogni infermita'. Un anziano si stacco' dal terzo gruppo di infelici, e timidamente disse: "Gentile signore, noi forse non abbiamo il diritto di chiederle nulla. Siamo vecchi, abbiamo fatto il nostro tempo. Non possiamo certo riavere cio' che piu' non ci spetta." Non ebbe finito di pronunciare queste parole, che tutti gli anziani all'improvviso riacquistarono forza e vigore, e i loro corpi vennero rinnovati per sempre in una nuova ed eterna giovinezza. La voce, sempre dolce e ferma, disse: "Il mondo vi ha cacciato via escludendovi dai suoi giochi, dalle sue feste, dai suoi convivi. Da qui pero' nessuno potra' mandarvi via. Ora siete nel mio cuore, e vi rimarrete per sempre."










Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo e immagine)

mercoledì 5 luglio 2017

CHARLIE GARD 2





Dunque, il ministro degli esteri britannico Boris Johnson ha affermato che il trasferimento in Italia del piccolo Charlie Gard non e' possibile "per motivi legali". Poi ha aggiunto che sarebbe possibile solo nel caso in cui l'Italia fosse disposta ad eseguire la sentenza riguardante Charlie. Traducendo in parole piu' grezze e brutali: "Siamo disposti a mandare Charlie in Italia, purche' l'Italia prometta di ucciderlo."
Cari fratelli, il potere degli uomini ci ha tolto tante cose: la serenita', i soldi, la pace, la fiducia nella politica e nella giustizia. Ma questa e' la prima volta in cui il potere delle istituzioni ci ha rubato la piu' semplice ed elementare delle speranze: quella di veder guarire un bambino di dieci mesi afflitto da una grave patologia. Per la prima volta nella storia umana la speranza e' diventata fuorilegge. E' in momenti come questo che mi torna in mente la frase di Gesu': "Il mio Regno non e' di questo mondo".


Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

venerdì 30 giugno 2017

CHARLIE GARD 1




Che strano pianeta la Terra! Su questo pianeta da sempre accadono cose strane. Gia' svariati secoli fa qualcuno lancio' lo slogan "SI VIS PACEM PARA BELLUM", "Se vuoi la pace prepara la guerra". Un po' come dire: se vuoi vivere in pace con il tuo vicino di casa preparati a prenderlo a pugni! Un pianeta nel quale si cambia il nome alle cose piu' orribili nella folle pretesa di renderle gradevoli. E cosi' la guerra non si chiama piu' "guerra" bensi' "Missione di pace". Un po' come chiamare "margherita" un pugnale prima di affondarlo nel cuore di qualcuno. Un pianeta in cui ci sono intellettuali dichiaratamente atei e anticattolici che sostengono di amare e ammirare Gesu', ma non certo perche' e' risorto e non certo perche' sosteneva di essere Dio (e per che cosa allora?). Un pianeta in cui la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo da' ragione a una cittadina italiana che ha promosso un'accanita battaglia legale durata alcuni anni...indovinate contro chi? Contro il Crocifisso nelle aule scolastiche! E la Corte Europea le diede anche ragione, riconoscendole addirittura un indennizzo di 5.000 euro (!). Un pianeta in cui degli agguerriti individui amanti degli animali (per lo piu' giovani e adolescenti) i quali combattono lodevolmente anche per i diritti delle formiche che attraversano la strada, non disdegnano poi di consumare hamburger con patatine insieme agli amici da Mc Donald! E da ultimo ma non ultimo esempio di ordinaria follia, un pianeta in cui per il bene di un bambino di dieci mesi, Charlie Gard, che sta soffrendo di una rara patologia, e in dispregio all'infelicita' dei suoi genitori che si venderebbero l'anima pur di consentire al loro bambino di continuare a vivere, degli autorevoli giudici e degli altrettanto autorevoli medici hanno deciso che questo bambino deve morire. Per il suo bene.


Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

mercoledì 28 giugno 2017

QUANTO FA MALE IL CROCIFISSO?



                                   
Prendo spunto dall’ennesima bufala che circola in rete tra i social. Pare che da settembre una legge proibira’ definitivamente l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Per fortuna si tratta solo di una bufala o, per dirla piu’ elegantemente, di una “menzogna mediatica”. Purtroppo invece non e’ una bufala la progressiva scristianizzazione dell’occidente. Prova ne sia il fatto che periodicamente riemerge la questione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, con tutto il carico di polemiche, pregiudizi e opinioni preconcette che ne derivano. Il tormentone e’ che “l’Italia e’ uno Stato laico”, dunque non sono graditi simboli religiosi nelle scuole, negli uffici e in ogni altro luogo pubblico. A dire il vero le motivazioni ostative all’esposizione del Crocifisso in realta’ sono due, che appaiono palesemente in contrasto tra loro. La prima e’ appunto la gia’ citata scusa dello Stato laico. La seconda, invece, e’ che data la sempre piu’ massiccia presenza di bambini provenienti da famiglie di religione diversa da quella cristiana, non bisogna urtare e ferire la sensibilita’ di coloro che appunto nel Crocifisso vedrebbero un’offesa alla propria cultura e alla propria religione. Dunque dobbiamo preoccuparci della laicita’ dello Stato o di coloro che non sono cristiani? Precisiamo innanzitutto che Stato laico non vuol dire Stato che fa a meno della religione e dei suoi simboli; vuol dire semplicemente Stato non governato da autorita’ religiose ma da autorita’ laiche, civili, dunque uno Stato, come sancisce la nostra Costituzione, che garantisce la liberta’ di culto sia in pubblico che in privato (art. 19). Capito? In pubblico vuol dire che nessuno puo’ vietarmi di esporre il Crocifisso nel mio negozio, sulla parete della stanza nel mio ufficio o nell’aula in cui insegno. Precisato questo, vorrei far notare a coloro che si scandalizzano per la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche che il Crocifisso e’ invece l’elemento piu’ innocuo che possiamo trovare nel luogo in cui vengono educate ed istruite le nuove generazioni, e che la laicita’ o neutralita’ dello Stato va salvaguardata in tutti i suoi aspetti, non solo in quello religioso. Siamo sicuri, per esempio, che gli insegnanti siano sempre cosi’ imparziali durante le loro lezioni? Ricordo che quando ero in seconda media (oggi si chiama scuola secondaria di primo grado) una insegnante di dichiarata fede e cultura comunista ci costrinse a studiare il “Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels, che certamente non era compreso nei programmi ministeriali. E’ un po’ come se un insegnante di destra ci avesse costretto a studiare il “Mein Kampf” di Hitler. Erano gli anni ‘70, anni di fuoco, ed evidentemente anche la cattedra di un insegnante poteva essere considerata un palco da comizio o una trincea. Secondo voi, inculcare nelle menti di ragazzini di dodici anni i principi fondanti del comunismo collimava perfettamente con le regole di uno Stato laico che deve offrire una formazione completa e nello stesso tempo neutrale ai propri giovani cittadini? Pur senza arrivare a simili eccessi ideologici, sono convinto che la neutralita’ e l’obiettivita’ dell’insegnamento di molti docenti vada messa in discussione ancora oggi. Inoltre, come ho gia’ precisato, il Crocifisso non mi sembra davvero l’ elemento piu’ scioccante in un’aula scolastica. Scioccanti sono gli episodi di bullismo tra ragazzi e scioccante e’ l’incapacita’ di chi dovrebbe gestirli e reprimerli. Non e’ che voglio allargare troppo il discorso, ma e’ che ancora oggi la storia del Crocifisso nei luoghi pubblici mi sembra assurda e pretestuosa. Un modo come un altro per bendare gli occhi della collettivita’ su ben altri scandali e storture che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. A proposito, in tema di laicita’, spero che i nemici del Crocifisso si ricordino anche di ingaggiare la giusta lotta contro l’esposizione del calendario nei luoghi pubblici. Il calendario, per chi non se ne fosse accorto, rappresenta un altro “nefasto” simbolo cristiano. Oggi siamo infatti nell’anno 2017 dalla nascita di Cristo. Che inaudito scandalo!!


Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

sabato 24 giugno 2017

IL CELIBATO DEI SACERDOTI


Sono favorevole al celibato dei sacerdoti. Lo sono perché la Bibbia fa un chiaro ed esplicito riferimento, attraverso le parole di Cristo, a una totale ed esclusiva offerta di sé da parte di coloro che vogliono servire il Signore (Mt. 19, 12). Inoltre vorrei fare alcune considerazioni di carattere personale, cominciando con una domanda che rivolgo a tutti voi: perché il celibato dei preti suscita al giorno d’oggi tanto fastidio e tanta insofferenza, mentre appare perfettamente normale ed accettabile ogni forma di promiscuità sessuale e di libero costume (lgbt, gay pride, utero in affitto etc.)? Ancora una volta il mondo marcia nella direzione opposta a quella che Cristo ci ha indicato. Gesù riprende le parole del libro della Genesi quando afferma: “All’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina.” (Mc. 10, 6). Ma oggi si tende a negare “ideologicamente” questa fondamentale suddivisione di figure e di ruoli decisa da Dio (teoria Gender). Gesù, come già detto, sancisce la totale offerta di sé da parte di coloro che vogliono servire il Signore, e invece il mondo sostiene che i preti debbano sposarsi per essere sempre più accomunati alle altre persone. Dunque il mondo sostiene e caldeggia sempre il contrario di ciò che Gesù prescrive. Tornando al celibato dei sacerdoti, mi domando a questo punto perché non propugnare anche il matrimonio e la maternità per le suore, per le monache (anche quelle di clausura); e poi per i frati francescani e per ogni altro ordine di religiosi che vivono in comunità. La prima conseguenza possibile è che i frati ammogliati e con prole lascerebbero la vita comunitaria per poter gestire al meglio la propria famiglia, e i conventi cesserebbero così di esistere, o, in caso contrario, si trasformerebbero in comunita' di laici. La vera “secolarizzazione” della Chiesa è proprio questa: fare in modo che il mondo dei religiosi assomigli sempre più a quello dei laici fino a una completa integrazione di entrambi, il che determinerebbe la fine dell’identità sacra della Chiesa fondata da Cristo. Questa Chiesa, oltre a poggiare su Simone la Roccia, poggia anche su ciò che Nostro Signore disse riguardo agli apostoli e a tutti coloro che si sarebbero consacrati a Lui:
“Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.” (Gv. 17, 16-19)


Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

giovedì 1 giugno 2017

LA GIOIA DI UN INCONTRO

E’ davvero la più grande di tutte le gioie conoscere il Signore! La Fede è una resurrezione dello spirito. Se ripenso alla mia vita prima dell’incontro con Cristo provo tenerezza e pietà per un uomo che camminava smarrito nelle vie del mondo. Egli non aveva alcun’altra guida se non la luce fioca del proprio io.






Copyright © Bruno Canale 2017

mercoledì 10 maggio 2017

IL SOSTEGNO DELLA CROCE

Nella nostra società così carente di valori assoluti, di validi sostegni morali e spirituali, di riferimenti ideologici e umani che riescano a sopravvivere al tempo e alle mode, togliere il Crocifisso dai luoghi pubblici è come togliere il bastone a un vecchio claudicante.






Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

giovedì 16 marzo 2017

COME NEONATI NELLE CULLE

Vi sarà capitato, entrando nel reparto maternità di una clinica, di guardare i neonati nella nursery che dormivano beati nelle loro culle. Che cosa avete provato guardandoli? Di sicuro grande tenerezza. Perché? Per il solo fatto che essi erano lì. Per il solo fatto che esistevano grazie all’amore di qualcuno che aveva voluto che essi fossero presenti nella vita. Ecco, ogni giorno dovremmo fare questo: amare tutte le persone che incontriamo o che guardiamo, ed amarle per il solo fatto che esistono. Troppo spesso la logica del mondo, basata sul “dare e avere”, su uno scambio di natura commerciale, opportunistica, sulla condizione di essere apprezzati e benvoluti dagli altri solo se facciamo qualcosa per loro, dimentica ciò che dovrebbe essere fondamentale per ogni uomo: l’amore verso il prossimo a prescindere dai legami, dalle simpatie e dalle capacità di ognuno. Dobbiamo amare tutti così come proviamo amore e tenerezza per i neonati nelle culle. Amare per amare, senza porre condizioni o stabilire graduatorie di merito. Perché è così che Dio ci ama.




Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

domenica 5 marzo 2017

IL MALE FA NOTIZIA, MA IL BENE VINCE

Ascoltando le notizie dei telegiornali abbiamo l'impressione che nel mondo accadano solo tragedie e cose sgradevoli. Eppure vi invito a una piccola e semplicissima riflessione. Cos'e' che fa notizia? Gli eventi particolari, eccezionali, non ordinari. Secondo una vecchia regola del giornalismo il cane che morde l'uomo non fa notizia, mentre fa senz'altro notizia l'uomo che morde il cane. Dunque, se il Male fa notizia, vuol dire che il Bene fa parte ancora della normalita'. Coraggio!




Copyright © Bruno Canale 2017

venerdì 24 febbraio 2017

LA COSA PIU' BELLA

La cosa piu' bella che possa capitare ad un uomo e' incontrare Dio. La cosa piu' brutta e' dimenticare di averlo incontrato.




Copyright © Bruno Canale 2017

venerdì 10 febbraio 2017

L'AUTORE E' DIO

Il Vangelo e' una favola? Certo! E l'autore e' Dio.













Copyright © Bruno Canale 2017

domenica 22 gennaio 2017

C'ERA UNA CASA IN CUI SI SVOLGEVA UNA FESTA...


C'era una casa in cui si svolgeva una festa. Gli invitati erano tanti, e tutti avevano voglia di divertirsi e di fare bella figura sfoggiando abiti eleganti e vantandosi dei loro successi personali. Ad un certo punto i padroni di casa si accorsero che tra i partecipanti vi erano diversi accattoni che indossavano abiti laceri e maleodoranti, i quali guardavano sospirando verso il ricco buffet in attesa che qualcuno gli desse il permesso di servirsi. I padroni di casa si domandarono come avessero fatto quei pezzenti ad entrare, e li invitarono senza troppa gentilezza ad uscire poiche' temevano che potessero compromettere il buon andamento della festa. Cacciati i mendicanti, i padroni si accorsero con sorpresa e fastidio di altre presenze moleste che arrecavano disturbo all'allegra compagnia. Un gruppo di anziani malati, che facevano pena e ribrezzo al solo vederli, al punto da sembrare gia' morti. I padroni chiesero ai camerieri di accompagnarli fuori, e di richiudere la porta solo quando fossero sicuri che anche l'ultimo anziano era stato allontanato. Cacciati anche gli anziani malati, i padroni si dedicarono di nuovo agli invitati prestigiosi per fare gli onori di casa, chiedendo loro scusa per l'inconveniente. Quando la festa era al culmine del frastuono e delle gioiose danze, ecco che i padroni si accorsero di una terza sorpresa: un gruppo di infermi, paralitici, storpi, dai volti pallidi e con gli occhi scavati, con pigiami e stampelle, che sembravano giunti direttamente da una corsia di ospedale. Tra loro c'erano ragazzi, bambini, giovani, tanti volti che esprimevano sofferenza e allo stesso tempo imbarazzo di trovarsi li' a disturbare quella bella festa con la loro presenza. Anche stavolta i padroni di casa, per non compromettere il buon esito della serata, fecero uscire uno per uno tutti gli infermi, e quando anche l'ultimo di loro si trovo' fuori e ando' a raggiungere gli altri tenendosi faticosamente sulle stampelle, la porta venne sbattuta con rabbia. Il gruppo di infelici si ritrovo' cosi' fuori dalla casa, nel freddo e nel buio della notte, mentre giungevano a loro i suoni le risate e il chiasso della festa. Essi si guardarono in faccia l'un l'altro senza saper che fare e dove andare. All'improvviso, una grande luce illumino' il cielo e si poso' su di loro avvolgendoli col suo calore. Dopo un poco, i reietti della festa si ritrovarono in un salone immenso e illuminato a giorno, pieno di mobili pregiati, di specchi lucidi dalle cornici brillanti e arazzi meravigliosi che decoravano le maestose e altissime pareti. Nel mezzo faceva bella mostra di se' una mensa riccamente imbandita. Una voce dolce e ferma disse: "Benvenuti nella mia casa. Vi ho aspettato a lungo e finalmente mi onorate della vostra presenza." Il gruppo di infelici si domando' chi fosse a parlare, ma i loro occhi erano abbagliati da tutto il bello che li circondava. I poveri accattoni guardarono verso la mensa imbandita, e aspettavano un "Si'" per potervisi accostare. La voce disse: "Andate figli miei, siate i benvenuti alla mia mensa. Tutto quello che vedete vi appartiene." I poveri mangiarono fino a saziarsi. Gli altri, gli anziani e i malati, rimasero fermi. "E voi non andate?" disse la voce. Un malato sulle stampelle si fece avanti e disse: "Noi, gentile signore, non abbiamo fame. Noi vorremmo qualcos'altro. Una nuova vita. Una vita senza dolore e senza malattia." Subito i loro corpi vennero risanati da ogni infermita'. Un anziano si stacco' dal terzo gruppo di infelici, e timidamente disse: "Gentile signore, noi forse non abbiamo il diritto di chiederle nulla. Siamo vecchi, abbiamo fatto il nostro tempo. Non possiamo certo riavere cio' che piu' non ci spetta." Non ebbe finito di pronunciare queste parole, che tutti gli anziani all'improvviso riacquistarono forza e vigore, e i loro corpi vennero rinnovati per sempre in una nuova ed eterna giovinezza. La voce, sempre dolce e ferma, disse: "Il mondo vi ha cacciato via escludendovi dai suoi giochi, dalle sue feste, dai suoi convivi. Da qui pero' nessuno potra' mandarvi via. Ora siete nel mio cuore, e vi rimarrete per sempre."




Copyright © Bruno Canale 2017

martedì 10 gennaio 2017

IL MIO COMPLEANNO IN CRISTO

Oggi festeggio il mio "compleanno in Cristo". Sono stato battezzato infatti il 10 gennaio, giorno successivo a quello della mia nascita.

lunedì 9 gennaio 2017

9 GENNAIO

Oggi, 9 gennaio, e' il mio compleanno. Nella mia vita ho avuto due regali meravigliosi e incomparabili: la vita stessa e poi la Fede, che ha dato senso e valore ad ogni cosa.









Copyright © Bruno Canale 2017

mercoledì 4 gennaio 2017

L'UOMO DELLA SINDONE

Personalmente sono convinto che il volto dell'Uomo della Sindone sia davvero quello di Nostro Signore Gesu' Cristo. Come faccio a dirlo con tanta certezza? Un giorno raccontero' la storia della mia conversione. Nel corso della mia meravigliosa esperienza, che mi ha condotto alla Verita' del Vangelo e alla Chiesa che Nostro Signore ha affidato all'apostolo Pietro, ho potuto verificare l'assoluta autenticita' di tutto cio' che la Chiesa ci ha insegnato. Inoltre, come ho gia' precisato, ho potuto constatare che l'Uomo della Sindone e' realmente Gesu'. Quello che ho scritto oggi rappresenta un anticipo e un annuncio ufficiale di cio' che un giorno raccontero' a tutti voi.





Copyright © Bruno Canale 2017 (Testo)

venerdì 30 dicembre 2016

UN SOCIAL PER EVANGELIZZARE

Questi sono i link di alcune delle pagine facebook che ho dedicato alla Fede cristiana (le pagine sono raggiungibili anche attraverso il motore di ricerca Google, digitandone il titolo). Facebook e' stato il primo luogo (virtuale ma non tanto) in cui ho cominciato la mia evangelizzazione.

mercoledì 28 dicembre 2016

QUEL 10 APRILE 2007

Mi chiamo Bruno Canale e sono nato a Napoli il 9/1/1965. Perche' mi presento con un nome diverso da quello anagrafico? Potrei rispondere semplicemente cosi': il 9 gennaio 1965 e' nato Bruno Canale, il 10 aprile 2007 e' nato Bruno Cristiano Canale. A dire il vero non e' in quel giorno che decisi di cambiare il mio nome pubblico; questo e' avvenuto solo di recente. In quel giorno un evento eccezionale ha cambiato la mia vita: il Signore mi ha rivelato la Sua esistenza con un'evidenza sconvolgente, una chiarezza di segni che definirei quasi didascalica. Ma la mia Fede non e' iniziata nel momento in cui ho scoperto che Dio esiste. Nel corso di questi anni ho avuto modo di sperimentare che per avere fede non basta sapere che Dio c'e'. Quel 10 aprile 2007 e' cominciato il mio cammino al fianco di un Padre. Ho camminato accanto a Lui come un bambino cammina insieme al genitore tenendosi stretto al suo corpo per cercare calore e protezione. Si e' trattato di un cammino pieno di gioia ma anche di dolore. In questo blog non raccontero' nel dettaglio la storia del mio incontro con Dio. Questo lo faro' a tempo debito. Qui mi limitero' a discorrere con voi di tutto cio' che riguarda la nostra Fede cristiana, per chi segue la Parola di Cristo. O semplicemente usero' questo spazio per avere con voi un sereno scambio di idee, di emozioni, nella ricerca il piu' possibile fruttuosa di un comune sentire, perche' dove c'e' vero amore non vi puo' essere alcuna forma di conflitto. Chi e' innamorato si sente in armonia con tutti. E io sono innamorato del Signore!




Copyright © Bruno Canale 2016-2017 (Testo)